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Borgo d'Ale

Centro ortofrutticolo (coltivazione della pesca e del kiwi), industriale e faunistico-venatorio, sorge a cavallo tra i rilievi morenici del lago di Viverone, a nord, e la pianura vercellese, più a sud.La zona costituisce una tipica "area di strada” attraversata fin dall’antichità dal percorso che collegava la Pianura Padana occidentale con i valichi del Grande e del Piccolo San Bernardo.

Prima della fondazione di Borgo d’Ale (1270), numerosi erano gli insediamenti sorti in quest’area di transito. A testimonianza rimangono le chiese e i ruderi di strutture difensive: Areglio, il cui abitato si stringeva attorno alla chiesa romanica di S. Maria; Erbario, antica dipendenza del monastero di S. Genuario, della cui chiesa, dedicata a S. Dalmazzo, rimangono i muri laterali dell’unica navata; sul Bric del Mont, altre rovine sono interpretate come resti del castello; a est di questa altura sorgeva la cella di Meoglio, anch’essa soggetta nel Medioevo ai monaci benedettini di S. Genuario e dedicata a S. Bononio. Presso i suoi pochi resti si trova la chiesa – santuario della Madonna della Cella, risalente alla metà del XIX secolo.

Il luogo in cui sorse Borgo d’Ale, invece, faceva parte del territorio di Clivolo, la cui chiesa dedicata a S. Michele e datata al 1050 ca. fu a capo, per lungo tempo, di una pieve della diocesi eusebiana. Gli affreschi più antichi che si conservano al suo interno risalgono al terzo quarto dell’XI secolo.

Con la fondazione di Borgo d’Ale (127), al centro del nuovo borgo franco fu eretta la chiesa parrocchiale di S. Michele. L’edificio attuale , progettato dall’architetto Bernardo Vittone nel 1770, è caratterizzato da un ampio vano a pianta centrale esagonale, sormontato da una grande cupola e circondato da sei absidi. Al XVI secolo risale la chiesa di San Francesco, mentre la Chiesa della Consolata, lungo la strada per Alice, è del Settecento.

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